Tassa sul Lusso per tutte le barche!!!

Post del dicembre 7, 2011 da

tasse sulle barche decreto monti

Era prevedibile e infatti l’hanno fatto!!! Nel primo decreto del governo Monti si parla di nautica e…non bene!!!
Le conseguenze le subiremo nel tempo ma intanto, per immaginarle, credo sia sufficiente leggere il testo dell’art.16 . Dopo aver riportato un estratto dell’articolo che descrive chiaramente ciò che dovremo subire, vorrei però aggiungere alcune considerazioni personali.

Art. 16 – Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei – Il Sole 24 ORE.

2. Dal 1° maggio 2012 le unità da diporto che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati, sono soggette al pagamento della tassa annuale di stazionamento, calcolata per ogni giorno, o frazione di esso, nelle misure di seguito indicate:
a) euro 5 per le unità con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;
b) euro 8 per le unità con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;
c) euro 10 per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;
d) euro 30 per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a24 metri;
e) euro 90 per le unità con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;
f) euro 207 per le unità con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;
g) euro 372 per le unità con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;
h) euro 521 per le unità con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;
i) euro 703 per le unità con scafo di lunghezza superiore a 64 metri.

3. La tassa è ridotta alla metà per le unità con scafo di lunghezza fino a 12 metri, utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni ubicati nelle isole minori e nella Laguna di Venezia, nonché per le unità di cui al comma 2 a

Non c’è che dire…complimenti!!! Nonostante le voci che si rincorrevano da giorni, non volevo credere che una manovra che avrebbe dovuto basarsi su risanamento, sviluppo ed equità potesse contenere ciò che abbiamo letto.
Andiamo in ordine, per dimostrare che si tratta dell’ennesima riforma di facciata, per accontentare “il popolo” che quando vede colpiti i “ricchi evasori”  si sente tutelato e più contento. Bisogna dire, peraltro, che con le altre mazzate che ci hanno propinato, non credo che qualcuno abbia molta voglia di gioire della nuova tassa sul lusso (si chiama proprio così : sul lusso) delle imbarcazioni da diporto. Ma procediamo con ordine.

  • RISANAMENTO
    Questa nuova gabella potrebbe potenzialmente assicurare entrate apprezzabili e, in un momento come questo, tutto fa brodo per aiutare la discesa dello spread. Ma essendo una tassa  di stazionamento (non di proprietà) credo che tutti i proprietari di imbarcazioni cominceranno con lo spostare le barche all’estero, mantenendole in Italia solo per il tempo strettamente  necessario – es. durante le vacanze estive – o forse nemmeno per quel periodo. Ne consegue che a pagare sarà solo chi è  costretto a mantenere la barca in Italia, ovvero, in massima parte operatori del settore. L’effetto del contributo sarà molto ridotto rispetto alle attese!
  • SVILUPPO
    Il mondo della nautica da diporto non viene menzionato MAI quando si parla di aiuti all’economia. A parte il beneficio della riduzione dell’imponibile iva che esiste nell’accensione del leasing nautico, nulla è stato fatto per incrementare un mondo produttivo che è chiaramente sottovalutato rispetto all’enorme potenziale che esiste in Italia, a differenza da quanto accade nei paesi europei limitrofi in cui questo settore viene sfruttano abbondantemente. Il mondo nautico italiano e, in particolar modo, il comparto del piccolo cabotaggio, non riesce neanche a far sentire la propria voce in sede legislativa, visto che al Ministero dei Trasporti hanno accesso pressoché esclusivamente i lobbisti dei cantieri produttori di barche di grandi dimensioni. Le problematiche dello sviluppo del settore, dell’addestramento del personale, della cantieristica associata, ecc. ecc. non sono state mai affrontate, se non per risolvere questioni che stavano a cuore di alcuni potentati storici. Non ci si è mai occupati del problema nell’ottica delle imbarcazioni di medio-piccole dimensioni (scuole vela, turismo, …).
    Sottolineo poi che tutti gli operatori, che già devono affrontare le enormi difficoltà che la nautica incontra in Italia, saranno fra i pochi a pagare effettivamente questa nuova gabella poiché saranno fra quelli obbligati a mantenere la barca sul territorio nazionale per poter…lavorare, produrre PIL e pagare altre tasse!!!
  • EQUITÀ
    Ok, se bisogna pagarla, la pagheremo!!! Ma è equo riconoscere l’importo della tessa considerando solamente la lunghezza e senza verificare reale valutazione e anno di immatricolazione dell’imbarcazione? Ammettiamo di avere a disposizione un barca a vela di 12 metri di una dozzina d’anni fa acquistata usata  a un valore di circa 60/70.000 euro. Bene, per questa si dovrà pagare la cifra di 1.825 euro ogni anno. La stessa cifra andrà pagata per una barca nuova di 40 piedi il cui costo può oscillare, su barche di serie, tra i 190.000 e i 400.000 euro… stessa cifra anche per una barca a motore che potrebbe arrivare tranquillamente sino a 600.000 euro. Non parliamo poi di una barca più piccola, diciamo 10,50 metri, che può valere ancora meno e che, alla fine, imporrebbe al suo armatore il pagamento di tasse identiche!

Più che equa, finalizzata al risanamento e allo sviluppo, questa mi sembra una tassa “etica”: si prevede di tassare senza valutazioni di sorta chi ha avuto l’ardire di mettere piede su una barca, quasi ad avvalorare la tesi che vuole i “barcaioli” evasori della prima ora!!!

Allora aboliamo la tassa? Non chiedo assolutamente questo, tutti devono contribuire al futuro dei nostri figli e della nostra nazione!
La mia vuole essere solo una richiesta di rimodulazione dei contenuti della misura, che preservi gli operatori della nautica, e dimostri un po’ di attenzione a un settore che potrebbe diventare strategico per il futuro dell’Italia, ma che invece, con l’attuale manovra, verrà decisamente affossato.
Occuparsi di nautica, per una nazione che è una “penisola”, non dovrebbe essere così straordinario. Credo che anche un bambino possa facilmente intuire quale potenziale inespresso abbia l’Italia in questo settore e quale grande vantaggio creerebbe per tutti dare alla nautica una possibilità di sviluppo…anche a beneficio delle casse dello Stato!

Commentate ed ampliate con le vostre note se necessario. Grazie!

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Comments (5)

 

  1. […] chiaramente ciò che dovremo subire, vorrei però aggiungere alcune considerazioni personali. Manovra Monti Tassa sulle Barche e sul Lusso | Mi faccio la barca. Bookmark on Delicious Recommend on Facebook share via Reddit Share with Stumblers Tweet about it […]

    • Nick scrive:

      Le scuole vela sono tra le più colpite se hanno imbarcazioni oltre i dieci metri di lunghezza (molte posseggono barche di 10.50 mt!!!) e questo sfavorirà ulteriormente la diffusione della nautica in Italia…Peccato!

  2. Niki Bori scrive:

    Vorreste creare un albo storico come vi suggerisco o

    potreste collaborare con me per indicarmi come costituire un albo storico?

    Sono certo che avreste un gran successo nella vendita di barche usate.

    Vista l’impossibilità da ormai diversi anni di vendere o acquistare barche

    poiché molto svantaggiate fiscalmente, suggerisco di salvare almeno le

    barche dai 20 anni in su con il seguente obbiettivo:

    1° irrilevanza fiscale.

    2° esenzione della tassa di stazionamento.

    3° possibilità di autogestione (fai da te) presso i cantieri.

    4° esenzione o iva ridotta su ormeggi e materiali di manutenzione.

    5° zona delle 24 ore di stazionamento in tutti i porti prolungabile in

    caso di panne o tempo avverso, come era già possibile anni fa per

    tutte le barche, ma soppressa per ovvi motivi di lucro. Da notare che

    la lega navale, presso i loro pontili, in principio offrono l’ormeggio

    ai loro iscritti di passaggio ma non si riesce mai ad avere un posto,

    c’è sempre qualche scusa e soprattutto i posti sono sempre occupati

    dalla gente del posto. In pratica la lega navale ha ottenuto dei

    privilegi che molto raramente, direi solo in casi sporadici, fa

    usufruire ai propri soci.

    Cordiali saluti. Niki Bori

    nikibori@gmail.com

    • Nick scrive:

      Ciao Niki,
      la tua mi sembra una buona idea. Ma hai già provato in qualche modo a realizzarla? Credo che la differenza tra una barca di 8 mt da 250000 euro o più, ed una di 10 mt da 35000 debba essere sottolineata. Il discorso della Lega Navale, che in teoria potrebbe essere un organismo utilissimo alla nautica, è troppo lungo per poter essere trattato in un commento e presto ne faremo un post.
      Ti ringrazio e continuiamo sulla tua idea.

Che ne pensi?


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